La Commissione Europea ha pubblicato il 10 giugno 2026 la versione definitiva del Code of Practice on Marking and Labelling of AI-Generated Content, previsto dall’articolo 50 dell’AI Act.
Il documento rappresenta il risultato finale di otto mesi di lavoro, con decine di meeting, workshop e incontri bilaterali che hanno coinvolto oltre 200 stakeholder e i rappresentanti dei 27 Stati membri dell’Unione Europea.
Due gruppi di lavoro, composti da esperti di tecnologia, diritto e scienze sociali, hanno contribuito a definire un quadro di riferimento volto a prevenire inganni e manipolazioni legati ai contenuti sintetici e a rafforzare la fiducia pubblica nell’ecosistema digitale.
Il professor Dino Pedreschi ha ricoperto il ruolo di vice-chair del Working Group 1: Transparency Obligations Applicable to Providers of Generative AI Systems, incaricato di elaborare le linee guida sulla trasparenza e sulla riconoscibilità dei contenuti generati dai sistemi di intelligenza artificiale generativa. È stato supportato in questo da Virginia Morini (post-doc al Dipartimento di Informatica) e Daniele Gambetta, dottorando in AI.
«Coordinare questo lavoro è stata un’esperienza complessa ma affascinante. Ora confidiamo che molti stakeholder aderiscano al Codice e auspichiamo che esso rappresenti un contributo efficace nella lotta contro la misinformazione e la disinformazione, rendendo progressivamente riconoscibile l’origine umana o artificiale dei contenuti che incontriamo online. Un aspetto importante è che questo lavoro ha già stimolato iniziative legislative analoghe in diverse parti del mondo, in particolare in California, dove stiamo collaborando con i legislatori locali», racconta Dino Pedreschi.
Pedreschi sottolinea inoltre che già l’11 giugno OpenAI ha annunciato il proprio supporto all’iniziativa e definendolo uno strumento utile per favorire un ecosistema europeo dell’IA innovativo e affidabile.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la notizia pubblicata sui canali ufficiali dell’Unione Europea.